.
Annunci online

 
Scrittorisimuore 
le magnifiche sorti e depressive
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  scrittricesivive
superzeko
  cerca


 

Diario | Spazi silenziosi |
 
Diario
82499visite.

16 novembre 2006

Il santuario, la palude, la nutria, il pesce siluro.

Il santuario "Le Grazie" sorge sulla riva del fiume Mincio, vicino Mantova, sulla piazza d'un paesino chiamato Grazie. Fu fatto erigere tra il 1399 e il 1406 da Francesco 1° Gonzaga. Quivi riposa Baldesar Castiglione, quello del "Cortegiano". Sulla lapide, un epitaffio di Pietro Bembo. E un altro, rivolto alla moglie, dello stesso Baldesar:"Non ego nunc vivo coniunx dulcissima vitam". Paganità: dal soffitto della navata centrale pende un coccodrillo imbalsamato. Lo stilema è quello: si parli del lago Gerundo o della palude del Mincio, sempre di rettilaccio sconfitto grazie all'intercessione mariana si tratta. E' un archetipo: la salvazione dalle forze inferiori grazie alle istanze celesti della nostra anima, invocate con fede. Qui era un coccodrillo che infestava la palude e faceva scempio di barcaioli. Vintolo, eressero nel bel mezzo della palude un betìle, prima della costruzione del santuario.
Gli ex-voto adornano le balconate laterali: sembra un immenso teatro di pupi siciliani. Perchè si tratta di statue in gesso dai colori sgargianti, e mani e piedi in legno attaccati alle colonne, a testimoniare le parti del corpo graziate. Bertolucci ambientò qui una scena di Novecento: quando ad Attila-Sutherland vengono consegnati i soldi degli agrari padani. Prospiciente il santuario, un'ampia piazza, onorata dalla cronaca quando, il 15 agosto, si riuniscono i madonnari di tutta Europa: li ho visti, molti sono incapaci, altri bravi, ognuno ha uno spazio assegnato. Il decano dei madonnari ha dichiarato che vorrebbe morire accasciandosi sull'ultima madonna ben rifinita, e che le sue ossa le mettessero pure in un secchio. Poi, dietro la piazza, c'è l'imbarcadero della palude del Mincio. Io ci vado, nella palude, con una barchetta a motore elettrico. Sono 280 km di meandro, l'area umida misura otto km di lunghezza e circa due di larghezza. Ogni tanto scopri uno slargo, cui si accede per un pertugio, in cui dilagano meravigliose ninfee, e questa è l'attrazione luminosa. Di luminoso c'è inoltre l'airone cinerino, che, alla levàta, è di un'eleganza d'altri mondi. Tra parentesi: così, per pura provocazione, ho puntato un cigno che se ne stava ieratico sulla mia rotta. Ho dovuto scoprire che il cigno ha le palle quadre, infatti non solo non si è spaventato ma mi ha attaccato.  E poi c'è l'aspetto oscuro, il cancro della palude: l'infausta nutria. La nutria fa di nome scientifico Myocastor coypus ed in questo nome vi è la radice di tutti i mali che la stessa causa a paludi e coltivazioni. La nutria è stata importata dagli Stati Uniti per fare del suo manto la cosiddetta pelliccia di castorino. Poi, liberate o fuggite, si sono trovate in un ambiente senza predatori. Nel loro ambiente d'origine, ad esempio, sono predate dall'orso. Qui, invece,spopolano. Sono dei supertopacci di anche venti kg, vegetariani, anzi, vegani, che mangiano fogliame, canneti interi, e, all'occasione devastano frumento e mais. Ottime apneiste, le nutrie, per voracità e assenza di predatore trovano il loro corrispettivo subacqueo nel pesce siluro, anch'esso abbondante nella palude. Il pesce siluro può pesare anche attorno ai 150kg, fra le sue caratteristiche c'è che dà il voltastomaco ed è ricoperto da una patina di catarro grigio spessa un centimetro. Mangia di ogni, e anche le nutrie, ma solo quelle piccoline. Tu dici: se lo aggancio, sarà una lotta estenuante con un simile bestione, roba da ribaltarsi con la barchetta. Invece è remissivo: si arrende subito. Poi, i muscoli per tirare un quintale e mezzo di pesce in barca, sono certo i tuoi.




permalink | inviato da il 16/11/2006 alle 15:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre        dicembre