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Diario | Spazi silenziosi |
 
Spazi silenziosi
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2 marzo 2004

guerra

Guerra... nient'altro che un rapporto violento con l'ambiente. Chi di noi non è in guerra? Chi può scientemente affermare di non avere un rapporto violento con l'ambiente? Guerra è il senso del superfluo, guerra è quell'emozione velocissima e preconscia che proviamo per strada quando ci passa accanto un estraneo... quella paura, quel subitaneo senso d'ignoto.Se ci pensiamo bene guerra è già questo comune sentimento che tutti proviamo molto spesso e che naturalmente porta una irreale spaccatura del mondo in due fazioni: il da noi conosciuto e il da noi ignorato. E' puramente irreale tuttavia a più livelli incoraggiata. Non so se ci siano governi occulti che muovono il mondo e le sue guerre, so che è utile, quando si verifica un fatto o se ne paventa l'accadere, domandarsi cui prodest?
Questo è un primo e scremante livello di indagine, non meno che una sicura via per scrollarci di dosso all'istante tutti i trucchetti dei pubblicitari dell'informazione politica e sociale. Tornando alla guerra, ho scritto una poesia poco prima che la macchina per il riassetto dell'asse mediorientale prendesse forma concreta. Ricordo quella ridda di dossier su armi chimiche e conseguenti smentite conferme in farsesca successione. Ricordo la confusione e il chiocciare dei capi di governo europei richiesti di prendere posizione. Se ne stiamo fuori, poi come facciamo a partecipare alla ricostruzione? L'istanza culturale e l'istanza economica... per molti ha vinto quella economica.

Suoni oscuri muovono il soldato
Suoni oscuri parlano alla prole
Suoni oscuri armano le parole
Suoni oscuri annunciano il boato
Suoni oscuri addormentano i cuori.
Suoni oscuri fino a stordire,
con odiosi bagliori,
nell'imbrunire.




permalink | inviato da il 2/3/2004 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 febbraio 2004

La domenica

Accade spesso che la domenica, lungi dall'essere un giorno di ristoro dalle incombenze feriali, sia in realtà uno spazio dominato da una sottile inquietudine, da un senso di cattiva postura del corpo. Come se il nostro essere si sentisse, la domenica più che mai, in qualche modo truffato. Può essere una splendida domenica di sole e puoi anche stare con la donna che ami oppure trafficare con la tua arte ma non importa, la domenica è un giorno di mestizia incoercibile. La domenica è un vestito che non ti piace, non ci son storie. Credo dipenda dalla coazione alla produttività cui siamo abituati fin da piccoli. Non produrre è perfino diventato nel gergo comune "perdere tempo". Ecco che la domenica arriva con vocina sottile a dirci: "guarda un pò, sei a disagio perchè oggi non fai parte del meccanismo, sei a disagio perchè oggi le tue certezze sono come in sospensione, anzi, c'è il rischio che non lo siano proprio. Naturalmente la voce della domenica è così sottile che bastano un paio di birre e non la si sente più. Io ascolto la voce della domenica, guardo un tendaggio che si gonfia al vento e vi lascio questa poesia:

Un volume di vento lento
riempie la tenda e le maglie distende.
Fermo per un niente di nuovo vola,
e la materia subito inclina alla sua legge.

Attraversa la mia rete il sapore nuovo,
che toglie il nome ed ogni conforto.
Segreto e corrente vasto e fendente
Esplodimi ad altro
in mille schegge.

Ciao




permalink | inviato da il 29/2/2004 alle 14:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 febbraio 2004

Depressione

Cari bloggers, mi piacerebbe parlare di un argomento che affligge od ha afflitto un essere umano su 5: la depressione. Mi piacerebbe, con il vostro aiuto, dare un taglio discorsivo alla nostra indagine ed evitare il ricorso al gergo medico così come a quell'altro gergo più in voga di questi tempi: quello della new age. Vorrei riuscire a parlare di questo problema sforzandomi di evitare conclusioni affrettate o paternalistiche, senza voler essere ansiogeno od ansiolitico, evitando soprattutto contorsioni psicanalitiche e sillogismi filosofici... In buona sostanza vorrei evitare la presunzione con cui ogni depresso si è sentito trattare dalla classe medica oppure dal pensiero filosofico, debitamente escludendo il geniale Umberto Galimberti filosofo intriso di buon senso. Ma parlare di un argomento così inquietante può suonare indelicato quindi, a meno che due fra di voi non ne siano interessati, non ne parlerò. Vi auguro un dolce fine settimana.




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27 febbraio 2004

che cos'è la poesia?

Non ricordo più se al liceo o da qualche parte qualcuno si sia permesso di tentare una definizione di poesia.Lasciamo immediatamente perdere le tiritere nevrotico sensazionaliste della poesia denuncia, la poesia tutto è poesia, la poesia della vita ecc. non è questo il punto.Io ho una mia de-finizione di poesia ma, al contrario di molte definizioni asfissianti la mia pone una condizione all'entrata e poi null'altro. Secondo me la poesia (poiesis=fare) è il cancello del silenzio. La poesia è un espediente fonetico per giungere al silenzio.I concetti espressi vanno bene per anime contrite nll'attesa della condotta rivelatrice di ogni senso esistenziale. Viceversa il potere significante ed evocativo della parola può in alcuni casi condurre a quello stato di sospensione, a quel silenzio matrice di ogni creatività. Il silenzio è matrice fluida e ben prende le vesti di ognuno di noi in modo da essere per ognuno di noi la condizione ideale per essere in grado di intraprendere una personalissima via esistenziale. Ciò detto, vi auguro una buona notte e vi dedico una mia poesia. baci e abbracci a tutti quanti

....

Una mano accoglie una presenza.
Lontano un cane scompare oltre la sabbia.
Nubi celano la luna.
Ed un gorgoglìo raccoglie una foglia velata di polvere di deserto.
Sul mio corpo il suo
tacque quietamente.
Contemplandola mi parve
dissolver il mio corpo,
e le sue larve.




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26 febbraio 2004

Vi suggerisco il mio libro

Tempo fa ho scritto un libro, che ora giace paziente in un paio di librerie bresciane. Si intitola "Il Palazzo del Mago". Lo trovate anche su internet digitando su yahoo il mio nome e cognome, Enzo Coffani. E' un libro breve e onesto, che attraverso l'allegoria della cronaca dell'ultimo giorno di vita di un serial killer, indaga i dolori dell'animo umano, teso tra il desiderio di dissoluzione e di individuazione, tra il desiderio di potere e quello d'amore. I miei pensatori di riferimento sono jung, Hillmann, e, talvolta, Krishnamurti. Volevo sfruttare il colpo di coda della popolarità di Melissa P. usando come pseudonimo che so... Melissaccio C. oppure intitolando il libro... 101 colpi di cazzuola prima di stramazzare al suolo... poi mi sono ricordato che ho 31 anni, sono arrossito ed ho deciso di chiamarlo "Il Palazzo del Mago", palazzo realmente esistente a brescia e dove mio padre è nato, ma anche simbolo alchemico poco noto del luogo in cui si uniscono gli opposti.




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26 febbraio 2004

Pensiero

Ho spesso l'impressione, anche se lo psicologo mi correrebbe subito appresso urlando: no! no! è solo una proiezione! stai zitto!, che in questi ultimi anni l'intelligenza dell'umanità abbia decisamente svirgolettato verso l'alto. Non che io sia un osservatore privilegiato tuttavia colgo per strada e altrove un curioso aumento della buona educazione aggiunta ad una disincantata scaltrezza. Il politico mi avvertirebbe che il disincanto è nihilismo, il prete tuonerebbe contro il crollo dei valori tradizionali del consumismo Santificato, il pubblicitario ci farebbe sopra una risata. In realtà, non avendo pnsiero e bandiera da difendere, a me pare semplicemente che si stiano progressivamente intuendo i meccanismi di creazione del consenso sociale, e quietamente rivendicando uno spazio silenzioso e creativo per il proprio essere." Quando l'individuo sente, la comunità vacilla" diceva Fromm. Ci siamo vicini. ed è un bene.




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26 febbraio 2004

poesia

Iniziamo con una bella poesia di un gran bel poeta bresciano a nome Enzo Coffani.

Crepuscolo ora bella
Alta sulle parole.
Luogo di riposo.
Luogo semicromo.
Col silenzio al tuo senso
m'intono.

Ve la dedico, con la speranza che funga da unguento fresco per nervi troppo accesi.




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