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Terribilis locus

"Posso aiutarla?"
"Sì, grazie, vorrei vedere una camera"
"Ha già qualche idea?"
"No, per la verità."
"Le chiamo il proprietario"
(viene il proprietario, baffone)
"Buongiorno, sono il commendatore."
"Piacere, come ho detto alla signora, vorrei vedere una camera."
"Bene, certo, mi segua, ha già un'idea dello stile?"
"No, no, proprio il mio letto è diventato inservibile e volevo farmi un'idea... anche dei prezzi"
"Certo, prendo il mazzo di chiavi e ci incamminiamo."
"Cominciamo con l'aprire questa porta, da qui si accede an un locale climatizzato."
"Per tutelare il legno?"
"No, quello è trattato, come dovrebbe sapere, con isolante e vernice".
"Ah."
"No, semplicemente ho notato come un medio grado di umidità contribuisca al mio relax, e così, dato che clienti speciali vengono raramente, mi sedo su quella poltroncina, resto in penombra e mi assento"
"Giusto."
"Ho ereditato tutto, tutto è ben avviato, tutto funziona alla perfezione. Ma vedo che osserva quella spinetta."
"E' appartenuta a Benedetti Michelangeli, buon amico della mia povera madre, mi segua per questo corridoio, meglio chiudere per bene la porta, sa, per l'umidità".
"Come si sente?"
"Bene, c'é davvero un clima ideale e questa penombra delicata mi fa dimenticare tutte le incombenze che mi ero dato per l'oggi."
"Ecco, non appena chiusa anche questa porta si tratterà di giungere in fondo al corridoio, dov'é la stanza delle camere, dietro l'ultima porta, che ho fatto costruire a tenuta stagna."
"Perché?"
"Cosa vuole, nella mia posizione, ho sempre molti cataloghi sulla scrivania, che vuole? Si prova, si sperimenta."
"Certo, non ci avevo pensato."
"Beh, non si angustii, un uomo della sua consistenza finanziaria non ha certo di che scegliere troppo."
"Questo é giusto."
"Questa é la porta, abbagliante nevvero? Mi dica, ne ha mai vista una così?"
"No, sono incapace di sogni sfrenati."
"Sono intarsi di madreperla che, combinati con la penombra e un diffusore semovente di luce posto all'interno della porta, sortiscono questo effetto... mi dica, ha mai visto un'aurora boreale?
"No perché.."
"E' uguale, mi creda".
"Le credo".
"Bene quel che sta oltre questa porta non é alla sua portata, io credo le convenga far riparare il letto sfondato."
"Pensavo a qualcosa di abbordabile, di facile a comprarsi".
"Si rende conto che ben due porte sono state chiuse alle sue spalle, porte robuste, di cui io ho le chiavi?"
"Sì, "
"Io, per mio gioco, potrei ucciderla e gettarla oltre questa porta, del resto io, che responsabilità ho? Ha visto quanti padiglioni ha la mia esposizione? E' immensa, e i sotterranei? Non può immaginare, oh non può immaginare. E' come, tutto ereditato, un grande acquario dove io nuoto e giuoco. Non devo fare nulla, l'acquario funziona da sé, é autonomo, io devo solo stare qua, stare bene, giocare. Non crederà..."
"Ma io ci credo."
"Mi faccia finire. Dicevo, sa che molte volte ho provato a forzare l'autonomia del mobilificio, con intensità ascendente?"
"Ah sì?"
"Sì, cominciai col non pagare per sei mesi i dipendenti: nessuno si lamentò, disponibili, gentili. Li spiavo per scorgere un conciliabolo nella stanza del caffé, ho messo dei microfoni, nulla. Non un'incrinatura nella voce, una contrattura alle spalle"
"Perché?"
"Che ne so, mio buon amico. Senta questa: una volta sono andato al primo livello sotterraneo, dove viene stoccato il legname, ed ho incendiato tutto. Poi sono corso fuori e mi sono messo in autostrada e ho guidato, guidato fino ad Annecy, dove ho fatto colazione. Pregustavo il ritorno, la mia disperazione, quella dei dipendenti. Semplicemente, quando sono tornato, era tutto a posto, perfettamente funzionante, con i clienti ordinari che andavano e venivano."
"Posso capire il suo disagio"
"E' per quello che se adesso le sparo, con ogni probabilità nessuno saprà mai nulla, i suoi cari non svolgeranno indagini, la mia dipendente scorderà il suo volto. Non ne ho uccisa mica una sola sa? E nulla cambia, nulla! Tutto, tutto ammonticchiato dietro questa meravigliosa porta!"
"Come può vedere, lei non mi fa la minima paura."
"E' vero, lei non mostra preoccupazione."
"Questo é perché lei non esiste, caro commendator Ancilla."
"Continui, la prego."
"Le potenze che l'invadono le fanno creder d'incidere il mondo reale, ma non é così, é solo un'incantazione."
"Le dico una cosa, ho sempre saputo che lei non aveva la minima intenzione di acquistare una camera."
"Davvero?"
"E che mobiliere sarei? Mia mamma é venuta su dal niente, e anch'io, gavetta caro mio, commesso!"
"Notevole, io sono venuto a dirle come fare per uscire dall'acquario autosussistente che l'imprigiona."
"Mi dica"
"Mi prenda la mano."
L'indomani, il commendator Ancilla e il suo nuovo misterioso amico, tenendosi per mano, accompagnavano un cliente ordinario dopo l'altro oltre le porte affiché nessuno che entrasse potesse, poi, uscire.

Pubblicato il 23/10/2006 alle 0.11 nella rubrica Diario.

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