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La donna isterica.

Suzione del seno, controllo dello sfintere, sensazioni genitali: grossolanamente questa è la sequenza organizzativa dell'io, questi i tre step fondamentali, i driver. Aggettivi: orale, anale fallico. Perturbazioni dell'oralità danno dipendenza affettiva, bulimia, psicosi. Dell'analità l'avaro di Molière, l'avaro di sesso, l'ordinato e preciso, amante dell'autorità, il sadomasochista. Oralità ed analità e rispettivi perturbamenti sono applicabili indifferentemente a maschio e femmina. Poi, viene la genitalità e la differenziazione per genere sostanzia organizzazioni caratteriali specifiche a seconda del sesso. L'isteria è un perturbamento della genitalità femminile che si struttura tra i 4,5 ed i 5,5 anni d'età, allorquando la femmina rivolge le proprie attenzioni sessuali al maschio, al padre. Un padre infantile rimarrà molto turbato dalle profferte della bambina e la respingerà con decisione, forse addirittura incolpandola.

Ecco la genesi: la bambina si sente completamente rifiutata. Dirà: "Farò in modo di non aver più alcun desiderio di te". Sopprimerà il desiderio e stabilirà rancore verso il padre, ma anche competizione cieca con la madre, chè lei sì ha accesso al padre. Così, al più tardi entro i 6 anni d'età abbiamo una bella miniatura di donna isterica. Ecco come si comporta la donna isterica: da un punto di vista generico platealità verbale o posturale, teatralità comportamentale oppure gelo completo. Su questi apparenti poli si gioca la sua energia repressa.
Nello specifico: atteggiamento sessuale invadente, ai limiti del macchiettistico, che smaga il terrore di un contatto affettivo e sensuale autentico. ( qui si drammatizza e perpetua il terrore che la bambina ha provato sentendosi rifiutata).
Poi, tendenza a stimolare la caccia nel maschio, in una fase in cui reticenza e profferta si versano l'una nell'altra in un clima di grande ambiguità che snerva il maschio e lo rende cacciatore ed aggressivo.
Poi, resa e sottomissione. Si badi, non per amore o devozione, ma per odio. Infatti, la resa e la sottomissione hanno come scopo recondito di responsabilizzare totalmente il maschio per l'esito della relazione, sia affettiva che sessuale ( In questa fase, il retropensiero é : " Caro maschio, non mi hai voluta una volta ed io, umiliata ed offesa allora, ora mi disinteresso a te perfino nel momento in cui tu vuoi stare con me, te pensa quanto sono diventata autonoma!")
Poi, frigidità quasi completa, orgasmi solo con stimolazione clitoridea.
Poi, assenza totale di amiche, a fronte di un'apparente cordialità stucchevole.
Infine, stimmate corporee: corpo agile, spalle contratte, occhi terrorizzati con lucore glaciale, mascelle contratte, mimica del viso inesistente, in specie tra zigomo e mandibola, pallore.

E' una condizione terribilmente triste.

Pubblicato il 31/10/2006 alle 10.5 nella rubrica Diario.

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